Migrazione degli Hirpi


da Stranone
"Viene poi il popolo degli Hirpini, anch'esso di ceppo Sannita. Ricevettero questo nome dal lupo che fece da guida alla loro migrazione: i Sanniti chiamano hirpos il lupo. Confinano con i lucani dell'entroterra".
da Festo
"Gli Hirpini sono così denominati dal nome del lupo, che i Sanniti chiamano (h)irpus; avendo infatti seguito quello come guida, occuparono il territorio".

tratto da Hirpi di Domenico Cambria

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Archiviato giovedì, 09 ottobre 2008 in: storia

La leggenda della Lavandara


Intorno all'anno 1222 prese corpo la leggenda della Lavandara. Si narra, infatti, di una bella fanciulla che, mentre lavava i panni al fiume, fu sedotta da un mascalzone. Questi, per non avere responsabilità di paternità, uccise la fanciulla e la gettò in acqua. Da allora, il ponte di epoca romana che sorge ai piedi del SS. Salvatore a Montella, viene chiamato "Ponte della Lavandara".

(Tratto da Sulle Orme del lupo di Carmine Palatucci)

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Archiviato domenica, 13 luglio 2008 in: leggende


Lunga e diritta correva la strada… Diritta??? Beh, non troppo…
Immerso nei non pensieri e nella non voglia di non fare niente, in quel sabato mattina di marzo decisi di mettere in silenzio alcune curiosità che di tanto in tanto si affollavano tra le bolle di sapone della mia cavità cranica. Quando si vive in Irpinia, ma non l’Irpinia d’Oriente, e neanche l’Irpinia Napoletana, ma neanche l’Irpinia Beneventana, ma in una Irpinia di confine, quella del Principato una volta Citeriore, una volta Superiore, beh, quando si viaggia verso il cuore dell’Irpinia pare che tu ti debba portare appresso il passaporto, quasi tu stia andando in un altro mondo.
Altro mondo, altri luoghi, altra gente.
Che siano luoghi e gente migliori o peggiori di quelli della propria quotidianità non spetta a me giudicarlo. Vivere il quotidiano lavorativo nell’Irpinia della cintura economica-industriale che gravita intorno la città-fulcro fa sì che sia la mia Irpinia che l’Irpinia esterna paiano sempre migliori rispetto questa Irpinia moderna… che è decisamente gretta e provinciale, e di un vissuto opportunista. E quindi andare verso luoghi che in un qualche senso siano corollati da un alone di mistero fa sì che questo breve viaggio sembri ancor più affascinante. Quel peregrinare apparente mi porta ad entrare in riserva (di carburante) nei pressi di Frigento, dove nell’unico distributore lungo la strada ritrovo obsolete colonnine e un prezzo del gasolio un tantino esagerato. Fatidico segno di quello che avrei dovuto incontrare lungo la mia strada? No, mera combinazione... Una divagazione stradale mi permette di attraversare il centro del paese, lindo, pinto ed ordinato. Ma la gente? Pochissima gente in giro, forse complici l’ora e il vento, che qui spira freddo e tagliente. E questa situazione mi permette, in solitario, di potermi affacciare su quel balcone magnifico, mozzafiato, che è la passeggiata Limiti. Non so se ritenermi sfortunato o meno, ma a differenza di quanto letto circa la magnificenza della veduta, dove lo sguardo si perde lontano tra campagne, paesi e lontani monti, io ho l’opportunità di godere della vista di una incredibile, compatta e continua nube che ricopre il sottostante. Felice e deluso, proseguo, in questo tour che mi porterà quindi ad attraversare uno strano bosco fatto di alberi altissimi tutti con due o tre sole foglie, alcune che giravano con un tenue sibilo, altre immobili in attesa di chissà cosa o dell’opera di chissà chi, bloccate e impotenti, desiderose di farsi anche loro cullare dal vento.
Che strana aria.
Che grande coglione! Come, la fotocamera sempre con me, e stamane l’avevo dimenticata! Meno male che il telefonino tra le tante cose inutili come telefonare permette di fare anche qualche tremolante foto...
Che strana aria… che strano odore… odore di zolfo…01032008293
E, ai piedi di questo tecnologico bosco, un luogo misterioso e mortale, qual è la Valle d’Ansanto, la dove l’umanità pare abbia cercato da millenni, e trovato in qualche caso, una porta verso una dimensione, uno stato di vita, che è latente alla Morte, che è la Morte, nostra Signora e Padrona. Uno strano panorama, fatto di casolari sicuramente abitati, ma dove nessuna anima, nessun essere vivente si poneva alla mia vista. La leggera brezza che soffiava nel bosco ora trovava nuova forza, trasportando questo odore penetrante, insistente nell’aria. Per poter proseguire verso la Mefite, quello strano fenomeno che si manifesta nella valle, è necessario proseguire a piedi, ed è allora che l’odore si fa più insistente, non fastidioso, ma penetrante. Ed ecco, proseguendo, segnali di pericolo, che ti ricordano cosa puoi rischiare, e uno steccato che delimita il percorso, e uno strano boschetto di pini, e lo steccato che pare bruciato, e… e il terreno, li, in fondo, che ribolle grigiastro… eccola la Mefite, eccola la porta, ecco il fenomeno che affascina il visitatore da millenni… ecco quella sensazione di vuoto, ecco quel tarlo che ti prende a rodere in testa, ecco quella sensazione di nausea, ecco una strana emicrania… ma diavolo! Sono ben lontano da quella fetida pozza! Seguo, al contrario del solito, le indicazioni di pericolo… e il mio senso della prudenza, che mi rendono simile più a uno scolaretto d’altri tempi che al curiosone che deve sempre e comunque toccare tutto con mano… ma la strana sensazione cresce, questo strano malessere che prende lo stomaco, che fa lacrimare gli occhi, che ti cerchia la testa… quanto tempo sono stato in contemplazione di quello spettacolo naturale… guardo l’orologio, e mi accorgo di essere stato li, in quel posto, ad osservare a poche decine di metri quella pozza da quasi venti minuti… si, si perde sempre la cognizione del tempo di fronte a siffatti spettacoli. E decido quindi di allontanarmi, di cercare aria che abbia sapore di aria, vento che non ti porti sbuffi caldi sul viso. Ed ecco, vicino a me, un cagnolino festante, comparso da chissà dove. Vieni qui caruccio, fatti fare una carezza! Macchè…un saltello verso di me, e due lontano da me, e ancora così, in questa sorta di gioco che a pensarci, adesso, pare sia una danza. Un attimo, distolgo da lui lo sguardo, ed è sparito! Ma come? Ora era qui che saltellava e giocava, e un attimo dopo??? Suggestione? Visione provocata da quel malessere? Potrebbe anche darsi, chi può dirlo… ogni volta che tendevo la mano per carezzarlo egli si sottraeva… quindi, niente di tangibile! Decido di riprendere il mio cammino, casa condizionato da questo senso di sbandamento, di mancanza d’equilibrio, quasi come l’aria respirata in quel breve lasso di tempo sia stata di natura venefica. Una possibilità. Ma comunque questo stato di cose non condiziona la curiosità. E strada facendo l’occhio cade su un’indicazione, 01032008296“Cappella Vincenzo Camuso”… Io so benissimo chi è zì Vicienz’… perché non compiere anche questa deviazione ed andarlo a salutare con una preghiera? Certo, una preghiera. Il fatto che uno sia agnostico tendente alla miscredenza non può togliere di certo il rispetto che si deve avere con chi ti ha preceduto in questo viaggio della vita, e quindi per me preghiera è recarsi presso il ricovero delle spoglie mortali e dedicare pochi attimi di silenzio e meditazione. Poi, oltretutto, l’alone di mistero che sprigiona la storia di zì Vicienz’ fa sì che questa diventi una tappa obbligata. E descrivere la pace e la tranquillità che albergano nei pressi della cappella non serve proprio a niente se non altro a ribadire la nostra fondamentale solitudine parte della natura umana.

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Archiviato domenica, 29 giugno 2008 in: personaggi, aneddoti, fatti, leggende

Compare Lupo e commare Volpe


C'erano una volta due compari, compare Lupo e commare Volpe. Un giorno commare volpe scoprì casualmente un deposito di ogni ben di dio. In questo luogo un contadino teneva custodite tutte le cibarie che gli servivano durante l'anno per nutrire la sua famiglia e per venderle al mercato. C'erano salumi e formaggi, uova, carne o ogni genere di alimento prodotto da madre natura. Il deposito era chiuso a chiave, ma comare Volpe scoprì un pertugio dentro il quale era possibile passare e giungere all'interno del casolare. Così convinse compare Lupo a seguirlo nell'iniziativa. Una volta dentro entrambi cominciarono a mangiare a sbafo. Comare Volpe, però, di tanto in tanto andava a misurarsi nel buco da dove era entrata per assicurarsi di poter passare di nuovo. Compare Lupo l'ingordo, invece, continuò a mangiare senza curarsi della pancia che gli cresceva spopositatamente.
Improvvisamente la porta si aprì ed entrò il contadino infuriato per il furto subito. Commare Volpe, svelta svelta, se la svignò attraverso il buco. Compare Lupo la seguì,ma rimase intrappolato perché la sua pancia, oramai cresciuta troppo, non passava attraverso l'apertura. Così rimase alla mercè del contadino che lo riempì di "mazzate" facendolo nero nero.
Il povero compare Lupo, tutto dolorante, uscì pieno di lividi e reggendosi a fatica. Mentre, così ridotto, rientrava alla sua tana per leccarsi le ferite, incontrò commare Volpe e le raccontò quanto accaduto: ah commare sapessi quante mazzate mi sono preso... non ho più una parte del corpo senza lividi... non ce la faccio proprio a tornare a casa!
E commare Volpe la furbastra: non me lo dire compare lupo, quel contadino inferocito per poco non mi uccideva, sono viva per miracolo. Non mi reggo in piedi e chissà se mai riuscirò ad arrivare alla mia tana dai miei piccoli.
Compare Lupo dispiaciuto si offrì di portarla sulle spalle e mentre camminavano commare Volpe si lamentava: "lo rutto porta a lo sano... lo rutto porta a lo sano..."
E compare Lupo: commà ma che andate dicendo
- Ninete niente compare mio... sto troppo male: vaneggio!

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Archiviato sabato, 31 maggio 2008 in: aneddoti, leggende


"NA TAZZULELLA 'E CAFE' !"

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Archiviato martedì, 12 febbraio 2008 in: personaggi


ANTICLERICALISMO AD AVELLINO

  • Avete seguito la recente vicenda del Papa alla Sapienza (ndr gennaio 2008)? ....... beh sì !
  • Avete appreso la notizia dalle tv locali che è comparsa una scritta sulle mura della Cripta del Duomo di Avellino "Sopra lo Stato la Chiesa campa".....(e robe del genere) prontamente ricondotta ai fatti della Sapienza di cui sopra? ...............beh sì !
  • Lo sapete che quella scritta è lì presente ALMENO da novembre 2007? ...... beh no! (lo so io che parcheggio ogni giorno lì...)
  • Lo sapevate che il 23 novembre 2007, nel commemorare rapidamente le vittime del terremoto con una corona di fiori sulla targa situata a 5 mt dalla suddetta scritta, davanti ad essa sono passati in ordine : sindaco con fascia, assessori con lingua, vigili con stendardo, carabinieri con pennacchio, autorità con portafoglio e magari pure un giornalista con fotocamera che ha scattato una foto da correlare all'articolo sulla commemorazione?............beh no! (ma io si perchè ho pensato "chissà se la notano....")
  • Lo sapevate che magari lo stesso giornalista passa ogni giorno da lì, vuoi per qualche servizio/intervista al Teatro, al palazzo Victor Hugo, all' ATO, al Comune, vuoi per seguire il convegno del suo adorato politico "mammasantissima" alla Camera di Commercio, vuoi perchè la sede di un editore è a pochi passi?...............beh spero di no !
A quanto pare la scritta (lunga 10 mt in rosso vivo su intonaco beige) non l'hanno notata.... o meglio, l'hanno notata soltanto adesso che, dopo il clamore delle critiche al Papa, fa più notizia !!!!!!

La vicenda mi colpisce, la sfiducia nei media mi assale ancor più di quella che ho verso il mondo in cui viviamo.
Morale della favola: Continuiamo a credere che esista un mondo sano in cui si può ancor vivere... ma che nessuno vuol farci vedere !!!!

Mediamente, Dott. Bugher


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Archiviato lunedì, 21 gennaio 2008 in: fatti


"La Rivincita dei Buoni" ....parte da Avellino !

(sottotitolo: riflessione/promozione)

"La promozione di un territorio comincia dalla valorizzazione dei prodotti tipici, delle culture, delle eccellenti individualità..." quante volte abbimo sentito dire queste frasi dai nostri amministratori e quante volte abbiamo pensato che si fa molto poco per far conoscere tutte le potenzialità che esprime la nostra Terra.

Penso ai vini DOCG, così come ai panorami...

Da Francesco Saverio De Sanctis a Gigi Marzullo passando per De Mita...  

Ma soprattutto PENSO AI NEGRAMARO COME AL SALENTO !

Vi siete mai chiesti in campo musicale chi veramente è uscito alla ribalta nazionale figlio di questa Terra???  Mi viene in mente Gerardo Carmine Gargiulo (con il suo album "Avellino Express".

Il perchè di questa carenza di rappresentanze musicali nel panorama nazionale è da ricondurre a qualche carenza delle nostre strutture? Non c'è nessun personaggio di spicco capace di promuovere e veicolare interesse su qualche artista locale? Ahimè non so dare una risposta a tutte queste domande, so soltanto che c'è voglia di emergere, c'è tanta qualità nei nostri artisti musicali che pero' stentano a Decollare (con la D maiuscola) se non nel loro genere di riferimento (Penso ai Guernica, ai Mou project, a Ghemon Scienz, agli Inseedia, a gli originali Rambla, al quartetto Ars Nova, e tanti altri) . Per sopperire a questi fenomeni "commerciali" non ci aspettiamo che l'Ente Provincia finanzi la promozione di questi ed altri musicisti,ci sono due semplici leggi che regolano il mercato e possono far si che i riflettori si accendano su di loro e su di noi:

1) Il passaparola !

2) L'acquisto del cd !

Permettetemi irpino-orgogliosamente di dire che "LA RIVINCITA DEI BUONI" parte da Avellino, passando per tutti quelli che come me amano si parli nel bene dell'Irpinia:

www.ghemonscienz.com

Il nuovo lavoro di Ghemon Scienz, avellinese trasferito a Roma per avverare un sogno chiamato "musica". Purtroppo per noi c'è riuscito (chiedetelo a qualche ragazzo di Torino/Roma/Brescia/Verona etc. dove fa grandi serate e raccoglie enormi consensi, chiedetelo a importanti artisti italiani del settore che collaborano con lui talvolta fornendogli i loro pezzi da interpretare, chiedetelo a trasmissioni e radio specializzate in onda viasatellite o piu semplicemente chiedetelo a internet che tutto sa e youtube che tutto vede).

Per me che lo seguo, questa volta il momento e l'album sono maturi !

Grandissima qualità nelle basi, storie semplici e importanti raccontate saggiamente in parole: nulla di meno rispetto a quello che sentiamo per radio ogni giorno....anzi !

Concludo dicendo che più che è una promozione, il mio è uno sfogo, un grido dettato dalla voglia di musica made in Irpinia (ripenso ai Negramaro e al Salento).

E allora parliamone, parliamone, parliamone...........e facciamone parlare, magari acquistando il cd in vendita la prossima settimana nei migliori negozi della città (ripenso al vinile di Gerardo Carmine Gargiulo ora introvabile) 

 

 

 


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Archiviato giovedì, 15 novembre 2007 in: musica, personaggi


GENIALMENTE RIDUTTIVO!
(sottotitolo: Dovevo assolutamente linkarlo!)

"IRPINIA, I DREAM OF YOU"



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Archiviato sabato, 29 settembre 2007 in: immagini


Sempre per la rubrica  "TRA-MONTI"...



Malepassando, Dott.Bugher

Esimio.Dott.Bugher | commenti (popup) | | | Wikio | post<li>

Archiviato lunedì, 24 settembre 2007 in:

Tramonto a Frigento


Tramonto a FrigentoTramonto a Frigento (2)

I meravigliosi colori di un tramonto estivo post-temporale nel cuore dell'Irpina


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Archiviato venerdì, 31 agosto 2007 in: immagini